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LA VERGOGNA DEL MALE COMMESSO: VERA VIRTÙ CRISTIANA E UMANA. Omelia di Papa Francesco, 29 aprile 2013

Oggi il Papa è tornato sul tema a lui molto caro della confessione e del perdono misericordioso di Dio, nell’omelia della Messa nella memoria di Santa Caterina da Siena. Si nota che è stato a lungo confessore e non ha mai abbandonato questo aspetto del ministero sacerdotale, neanche quando è diventato Vescovo e Cardinale. Nella Messa sono state proclamate le letture proprie della Messa della santa. Erano presenti alcuni dipendenti dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e alcune religiose. L’omelia ha preso le mosse dal commento  della prima lettura presa dalla prima lettera di san Giovanni Apostolo: Dio è luce, noi siamo peccatori, ma se confessiamo i nostri peccati Lui può perdonarli. La capacità di riconoscere i peccati coincide con la capacità di vergognarsi di essi: vera virtù cristiana.



Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio
è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi. Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. (1 Gv 1,5-2,2)


Dio è luce e in Lui non c’è tenebra alcuna. Tutti noi abbiamo delle oscurità nella nostra vita, momenti dove tutto, anche nella propria coscienza, è buio, ma questo non significa camminare nelle tenebre. Andare nelle tenebre significa essere soddisfatto di se stesso; essere convinto di non aver necessità di salvezza. Quelle sono le tenebre! Quando uno va avanti su questa strada proprio delle tenebre, non è facile tornare indietro. Perciò Giovanni continua, perché forse questo modo di pensare lo ha fatto riflettere: Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Guardate ai vostri peccati, ai nostri peccati: tutti siamo peccatori, tutti… Questo è il punto di partenza. Ma se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele, è giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.

E ci presenta – vero? – quel Signore tanto buono, tanto fedele, tanto giusto che ci perdona. Quando il Signore ci perdona fa giustizia innanzitutto a se stesso, perché Lui è venuto per salvare e perdonarci, accogliendoci con la tenerezza di un padre verso i figli: il Signore è tenero verso quelli che lo temono, verso quelli che vanno da Lui e con tenerezza ci capisce sempre, vuole donarci quella pace che soltanto Lui dà. Questo è quello che succede nel Sacramento della Riconciliazione anche se tante volte pensiamo che andare a confessarci è come andare in tintoria per pulire la sporcizia sui nostri vestiti. Ma Gesù nel confessionale non è una tintoria: è un incontro con Gesù, ma con questo Gesù che ci aspetta, ma ci aspetta come siamo. ‘Ma Signore, senti sono così…’, ma ci fa vergogna dire la verità: ‘Ho fatto questo, ho pensato questo’. Ma la vergogna è una vera virtù cristiana e anche umana…la capacità di vergognarsi: io non so se in italiano si dice così, ma nella nostra terra a quelli che non possono vergognarsi gli dicono ‘sin vergüenza’, senza vergogna: questo è ‘un senza vergogna’, perché non ha la capacità di vergognarsi e vergognarsi è una virtù dell’umile, di quell’uomo e di quella donna che è umile. Occorre avere fiducia perché quando pecchiamo abbiamo un difensore presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. E Lui ci sostiene davanti al Padre e ci difende di fronte alle nostre debolezze. Ma è necessario mettersi di fronte al Signore con la nostra verità di peccatori, con fiducia, anche con gioia, senza truccarci… Non dobbiamo mai truccarci davanti a Dio!. E la vergogna è una virtù: benedetta vergogna! Questa è la virtù che Gesù chiede a noi: l’umiltà e la mitezza. Umiltà e mitezza sono come la cornice di una vita cristiana. Un cristiano va sempre così, nell’umiltà e nella mitezza. E Gesù ci aspetta per perdonarci. Possiamo fargli una domanda: allora andare a confessarsi non è andare a una seduta di tortura? No! E’ andare a lodare Dio, perché io peccatore sono stato salvato da Lui. E Lui mi aspetta per bastonarmi? No, con tenerezza per perdonarmi. E se domani faccio lo stesso? Vai un’altra volta, e vai e vai e vai…. Lui sempre ci aspetta. Questa tenerezza del Signore, questa umiltà, questa mitezza….questa fiducia ci dà respiro. Il Signore ci dia questa grazia, questo coraggio di andare sempre da Lui con la verità, perché la verità è luce e non con la tenebra delle mezze verità o delle bugie davanti a Dio. Che ci dia questa grazia! E così sia”.

Un pensiero su “LA VERGOGNA DEL MALE COMMESSO: VERA VIRTÙ CRISTIANA E UMANA. Omelia di Papa Francesco, 29 aprile 2013”

  1. Anonimo dice:

    E preghiamo perche i confessori sappiano farci sentire questo Amore di Dio verso i peccatori "vergognosi"…..

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