In primo piano

È in libreria “Maria come amica”

Con piacere vi segnalo l’uscita del mio ultimo libro: Maria come amica pubblicato da Edizioni Ares.
In un primo momento mi sono trovato a riflettere su questo tema quando, in vista della Solennità dell’Immacolata del 2019, sono stato chiamato a predicare un triduo nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze.
Mi avevano chiesto di scegliere un tema e un po’ di getto decisi per «L’amicizia di Maria».
Al momento di preparare le omelie mi resi conto che non era facile trovare testi su questo argomento.

Commento al Vangelo

Parleranno lingue nuove

Giotto, Ascensione di Cristo (particolare), Cappella degli Scrovegni, Padova

Commento al vangelo dell’Ascensione (anno B)

Nella solennità dell’Ascensione nella prima lettura si legge sempre – negli anni A, B e C – il racconto dell’Ascensione che Luca riporta nel libro degli Atti. Il Vangelo poi è rispettivamente quello di Matteo, Marco e Luca. Quest’anno leggiamo Marco. Nel mio commento mi soffermo prima sul racconto degli Atti e poi su quello di Marco. 

Maria con te

“Regina della Famiglia”

Giovanni Agostino da Lodi, Madonna con Bambino e devoti (particolare), Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte, Napoli

Litanie lauretane – 61

È una delle litanie più recenti, a parte le tre inserite da Papa Francesco.
Per illustrarla richiamo alcuni dati biblici sulla dimensione familiare della vita di Maria e poi ricordo la storia di questo inserimento: “Nel 1994-1995 a Loreto si festeggiava il VII° centenario dell’arrivo della Santa Casa.
Mons. Pasquale Macchi, Arcivescovo di Loreto, scrisse a Giovanni Paolo II chiedendogli di inserire questa invocazione nelle litanie di Loreto, su suggerimento di tante persone.
Il 31 dicembre del 1995, festa della Santa Famiglia, il card. Javierre Ortas prefetto della Congregazione per il culto divino invia una lettera ai presidenti delle Conferenze Episcopali nella quale comunica che Giovanni Paolo II aveva disposto di inserire l’invocazione Regina della famiglia dopo Regina del Rosario e prima di Regina della pace”.

Letto e commentato, Trasmissioni Radio Maria

Lazzaro di Betania e le sue sorelle

Acquerello di Anna Maria Trevisan

“Quel malessere di Lazzaro giunse proprio inaspettato. Un fulmine a ciel sereno. Un velo sulla gioia. Perché ora? Perché a Lazzaro? E Lazzaro peggiorava e non servivano a nulla i rimedi abituali. Il Maestro era lontano. Non che Marta non ne percepisse più la presenza ma questa volta era silenziosa. Nel suo cuore cresceva un insolito timore. E Lazzaro stava male.”.
Così inizia il dodicesimo capitolo di Sorpresi dall’amore, che si intitola Una voglia matta di andare e tratta dell’episodio narrato nel capitolo undicesimo del Vangelo di Giovanni: la malattia, la morte e la risurrezione di Lazzaro di Betania, grazie anche alla preghiera delle sue sorelle a Gesù.

Commento al Vangelo

Dio non fa preferenze di persone

Francesco Trevisani, San Pietro battezza il centurione Cornelio, Palazzo Pianetti, Roma

Commento al vangelo della VI domenica di Pasqua

Nella VI domenica di Pasqua, leggiamo una parte dell’incontro di Pietro con il centurione Cornelio della coorte italica, dunque proveniente dalla nostra penisola. L’episodio è messo in collegamento con la prima lettera di Giovanni dove riceviamo la sublime rivelazione che “Dio è amore” e con la seconda formulazione del comandamento nuovo dell’amore. Le tre letture domenicali sono molto collegate tra di loro. 

Maria con te

“Regina del rosario”

Il Sassoferrato, Nostra Signora del Rosario (particolare), Basilica di Santa Sabina, Roma

Litanie lauretane – 61

Quando ho mandato in redazione questo commento non si sapeva ancora dell’intenzione del Papa di promuovere un maggio del Rosario per tutto il mondo per chiedere a Maria di liberarci dalla pandemia.
Scrivevo dunque così: “È Regina di questa preghiera, perché l’ha ispirata, la raccomanda nelle sue apparizioni, e perché porta davanti a Dio tutte le lodi, i ringraziamenti e le richieste che le arrivano da noi attraverso il Rosario. È Regina perché grazie a questa preghiera il Regno di suo Figlio si diffonde e viene protetto dalle varie insidie”.

Commento al Vangelo, Quaresima e Pasqua

La nostra dimora in Gesù

Dieric Bouts, Ecce agnus Dei (particolare), Alte Pinakothek, Monaco

Commento al vangelo della V domenica di Pasqua

Nella quinta domenica di Pasqua dell’anno B leggiamo un passo del discorso della vite e dei tralci, dal capitolo 15esimo di Giovanni, dove è molto frequente la presenza del verbo menein, cioè rimanere, dimorare.
Se mettiamo questo verbo in relazione alla domanda dei primi due discepoli al capitolo primo (“Rabbì, dove dimori?”) e lo traduciamo allo stesso modo con “dimorare”, otteniamo una luce particolare su ciò che Gesù ci rivela: ci sta dicendo dove davvero abita e dove lo possiamo trovare per stare tutto il giorno con lui. 

Maria con te

“Maria Assunta in cielo”

Giuseppe Valeriano, Assunzione della Vergine, Cappella della Madonna della Strada nella Chiesa del Gesù, Roma

Litanie lauretane – 60

Leggiamo nell’Apocalisse: «Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle».
È l’immagine della Scrittura che più si avvicina al mistero dell’Assunzione, ma non è sufficiente a determinare quella verità della fede.
In questo commento faccio un brevissimo riassunto di come sia cresciuta nella Chiesa, lungo la storia, la convinzione che Maria fosse stata assunta in cielo. 

Commento al Vangelo, Quaresima e Pasqua

Il pastore bello dà la sua vita

Buon pastore, Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna

Commento al Vangelo della IV domenica di Pasqua

La quarta domenica di pasqua è denominata “La domenica del buon pastore”, perché nei tre anni A, B e C, si leggono passi diversi del capitolo 10 di san Giovanni incentrato sui discorsi di Gesù su di sé come buon pastore del gregge. 

Maria con te

“Regina concepita senza peccato”

Giotto, Incontro di Anna e Gioacchino alla Porta d'Oro, Cappella degli Scrovegni, Padova

Litanie lauretane – 59

Sull’Immacolata concezione di Maria vi sono alcuni equivoci popolari.
Il più diffuso è la confusione di chi pensa che con “Immacolata concezione” ci si riferisca al concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo nel seno di Maria, quando invece ci riferiamo al concepimento di Maria nel seno di sua madre, con il quale cominciò a vivere piena di grazia divina fin dal primo momento, quindi senza quella assenza di grazia a causa del peccato originale che si trasmette nella generazione umana.