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TUTTI FURONO COLMATI DI SPIRITO SANTO. Meditiamo il racconto degli Atti degli Apostoli

Duccio di Buoninsegna, la Pentecoste

Nella messa della solennità della Pentecoste si legge il brano degli Atti degli apostoli che narra ciò che accadde quel giorno, nel cenacolo, come furono in vestiti di potenza dall’alto. Ripropongo quelle parole e l’inizio del discorso di Pietro, che non si legge nella messa di Pentecoste,  con il commento e le preghiere conclusive, preparati per il libro CONTEMPLARE CRISTO CON GLI OCCHI DI MARIA. I misteri del rosario meditati.(Paoline, 2010), dove si possono trovare altre schede di contemplazione del mistero.
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.  (At 2, 1-4)
Gesù ha mantenuto la promessa, ha mandato lo Spirito Santo a riempire di fede e di vita la sua Chiesa. Questa visita è attesa e implorata, eppure avviene improvvisa.
Lo Spirito è impetuoso e duttile come il vento. E’ illuminante e riscalda e purifica come il fuoco. Non rimane in superficie. Riempie i cuori e le anime delle persone. La loro bocca, che parla secondo il cuore, esprime l’inesprimibile, e ciò che è destinato a tutte le creature, di ogni lingua.
O Dio che ci hai visitati con il tuo Spirito di fuoco e vento impetuoso mentre pregavamo con Maria nel Cenacolo insieme agli apostoli, vieni anche oggi a visitarci, e brucia le nostre esitazioni.

Le grandi opere di Dio
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle
nostre lingue delle grandi opere di Dio». Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l’un l’altro: «Che cosa significa questo?». (At 2, 5-12)
Lo Spirito che Gesù ha mandato è per tutte le genti e riesce a parlare in tutti i cuori ed in tutte le culture. Quel giorno accade in modo straordinario ciò che avverrà nella Chiesa lungo i secoli: gli apostoli devono parlare a gente di tutto il mondo. Il messaggio di salvezza di Cristo è universale. La Chiesa piena di Spirito Santo è l’anti-Babele, dove la varietà di lingue non ostacola la comprensione, é costruita per la gloria di Dio e non per l’orgoglio dell’uomo, e davvero ci porta in cielo, ed è  luogo in cui regnano l’unità e la comprensione. Se siamo pieni di Spirito Santo. Se corrispondiamo alle chiamate di Dio. Se Maria ci accompagna con la sua preghiera.
O Dio che per mezzo del tuo Figlio Gesù ci hai inviato la forza del tuo Spirito, ti ringraziamo dei tuoi doni, e ti loderemo per sempre per le tue meraviglie.
Pietro parlò a voce alta
Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di vino dolce». Allora Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro così: «Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole. Questi uomini non sono ubriachi, come voi supponete: sono infatti le nove del mattino; accade invece quello che fu detto per mezzo del profeta Gioele:
Avverrà: negli ultimi giorni – dice Dio –
su tutti effonderò il mio Spirito;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno sogni.
E anche sui miei servi e sulle mie serve
in quei giorni effonderò il mio Spirito
ed essi profeteranno.
 (At 2, 14-18)
Ascoltano gli apostoli in tutte le lingue, ma ascoltano le stesse cose, ciascuno con la propria personalità, parlano delle meraviglie che Dio ha fatto. Gli apostoli sono tutti uniti a Pietro, che al momento opportuno prende la parola per chiarire a tutti quale sia il significato divino di ciò che sta succedendo, e realizza così il primo pronunciamento solenne del suo magistero di guida per tutta la Chiesa, in unione con gli undici, il collegio degli apostoli. Come è diverso dal Pietro della notte del Getsèmani, di appena cinquantuno giorni prima! In mezzo c’è stato il suo pentimento, il mistero pasquale, l’invito di Gesù ad amarlo nel pascere le sue pecorelle, e la forza invisibile dall’alto della Pentecoste. E dieci giorni  con Maria, il suo incoraggiamento, le sue parole e il  suo sorriso.
O Dio Spirito Santo che hai riempito di luce interiore, di fortezza e di coraggio Pietro e gli apostoli, riempi noi tuoi figli e tue figlie dei tuoi doni, affinché possiamo parlare in tuo nome per il bene della Chiesa e del mondo.

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