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A TE RICORRIAMO, su “Maria con te” del 15 dicembre 2019

Ecco il mio contributo a “Maria con te” del 15 dicembre 2019.

La domanda


Fin da piccolo recito l’Ave Maria dicendo “il frutto del tuo ventre” come nel latino “ventris tui”.  Eppure oggi tutti dicono: “il frutto del tuo seno”. Lei cosa ne pensa?

Aldo, Roma


L’8 marzo 1967 la Cei aggiornò le preghiere del catechismo di Pio X e scelse la traduzione “seno” al posto di “ventre”. Secondo il vocabolario Treccani “seno” si usa come eufemismo per utero.  Elisabetta a Maria diceva “frutto del tuo grembo” perché era nascosto lì. Poi quando è nato, l’immagine più esplicita e dolce della maternità di Maria è lei che allatta Gesù. Consiglio di fare nostra la lode della donna che contempla Gesù: beato il grembo, beato il seno. E pregare con libertà, come appaga di più la nostra devozione: contemplare il frutto “del tuo grembo, del tuo ventre, del tuo seno, Gesù”. 

A TE RICORRIAMO – (SALVE REGINA – 7)
Nell’originale latino della Salve Regina diciamo “ad te clamamus”, che si può tradurre anche: ti chiamiamo, o addirittura: a te gridiamo! Come Gesù bambino che avrà chiamato sua madre in un momento di difficoltà o di dolore. La chiamiamo, gridiamo, come un bambino perduto in un bosco oscuro, che ha perso la mano della mamma. Dante, nel Paradiso, fa dire a san Bernardo rivolto a Maria: «Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disïanza vuol volar sanz’ali”. Il senso è: chi vuole ottenere un grazia e non ricorre a te, è come se volesse volare senza ali, cioè desidera una cosa impossibile. La tua benevolenza non solo soccorre chi ti chiede aiuto, ma molte volte addirittura precede la richiesta spontaneamente. Di san Bernardo è anche una bellissima esortazione che esprime la stessa convinzione: «O tu che nell’instabilità continua della vita presente t’accorgi di essere sballottato tra le tempeste senza punto sicuro dove appoggiarti, tieni ben fisso lo sguardo al fulgore di questa stella se non vuoi essere travolto dalla bufera. Se insorgono i venti delle tentazioni e se vai a sbattere contro gli scogli del- le tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria! Se i flutti dell’orgoglio, dell’ambizione, della calunnia e dell’invidia ti spingono di qua e di là, guarda la stella, invoca Maria!… Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità, pensa a Maria, invoca Maria! Maria sia sempre sulla tua bocca e nel tuo cuore. E per ottenere la sua intercessione, segui i suoi esempi. Se la segui non ti smarrirai, se la preghi non perderai la speranza, se pensi a lei non sbaglierai. Sostenuto da lei non cadrai, difeso da lei non temerai, con la sua guida non ti stancherai, con la sua benevolenza giungerai a destinazione». 

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